Trasformare Milano e l'intero Quadrilatero di Assolombarda in uno dei principali hub internazionali dell'intelligenza artificiale applicata alla manifattura. È l'ambizione delineata dal presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, nel corso dell'Assemblea Generale 2026, intitolata “Rising Industry” e ospitata al Teatro Dal Verme di Milano, alla presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e di monsignor Vincenzo Paglia.
Nel suo intervento, Biffi ha sottolineato la necessità di affrontare i limiti strutturali che frenano la crescita italiana attraverso un percorso fondato su innovazione tecnologica, competenze, investimenti, internazionalizzazione e accesso ai capitali. L'obiettivo è fare del territorio di Assolombarda – che comprende Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia – non soltanto un centro produttivo avanzato, ma una piattaforma capace di attrarre talenti e capitali internazionali, contribuendo a posizionare l'Italia tra i Paesi leader nello sviluppo e nell'applicazione dell'intelligenza artificiale.
I limiti della crescita
“L'1% non può diventare la nostra velocità naturale”, ha affermato Biffi, evidenziando come la crescita prevista sopra l'1% per quest'anno sia insufficiente per sostenere investimenti, occupazione e benessere delle famiglie. Il presidente di Assolombarda ha indicato nella dimensione delle imprese, nella carenza di competenze digitali, negli insufficienti investimenti in ricerca e sviluppo e nelle difficoltà legate alla dinamica salariale alcuni degli ostacoli che frenano la competitività italiana. A questi si aggiunge l'aumento dei costi dell'energia, che negli ultimi anni ha sottratto risorse destinate agli investimenti in innovazione.
La diffusione dell'intelligenza artificiale
Secondo i dati presentati da Assolombarda, il 49% delle imprese ha già avviato progetti di intelligenza artificiale, mentre il 18% prevede di farlo nel breve periodo. Tuttavia, la diffusione della tecnologia resta fortemente correlata alle dimensioni aziendali: la percentuale di adozione scende al 40% tra le microimprese, al 41% tra le piccole e al 48% tra le medie, mentre raggiunge il 79% nelle grandi imprese. Tra le startup innovative, la quota arriva al 77%.
Tra le principali criticità individuate dalle aziende figura la qualità dei dati industriali necessari per un uso efficace dell'intelligenza artificiale. In questo contesto si inserisce il progetto forgIA, che coinvolge 20 imprese early adopter in oltre 60 casi d'uso finalizzati al miglioramento dei processi industriali e alla creazione di un Industrial Data Ecosystem capace di federare dati e risorse digitali lungo la filiera produttiva. Parallelamente, l'iniziativa di formazione lanciata da Assolombarda ha coinvolto oltre 700 persone in sette mesi, con l'obiettivo di sviluppare le competenze necessarie per integrare l'intelligenza artificiale nei processi manifatturieri.
Il Quadrilatero come “fabbrica dell'AI”
Secondo Biffi, l'intelligenza artificiale rappresenta la prima grande rivoluzione tecnologica che l'Italia può contribuire a costruire direttamente, anziché limitarsi ad adottarla. Il presidente di Assolombarda ha evidenziato come la forza del sistema industriale italiano risieda nella capacità di integrare l'AI con le competenze manifatturiere, sviluppando progetti concreti in cui la tecnologia migliora la produzione, i servizi, la logistica e il rapporto tra uomo e macchina. È il concetto di physical AI, in cui l'intelligenza artificiale esce dal mondo digitale per integrarsi con quello fisico.
“Questa volta non dobbiamo limitarci a adottare la tecnologia: possiamo finalmente contribuire a costruirla”, ha dichiarato Biffi. L'obiettivo è fare del Quadrilatero di Assolombarda una “fabbrica dell'AI”, capace di unire competenze manifatturiere, digitali e scientifiche per generare nuove applicazioni industriali, nuovi prodotti e nuove imprese.
Le richieste per la Legge di Bilancio
Sul fronte della politica industriale, Biffi ha ribadito la necessità di un Piano Transizione 5.0, sottolineando l'importanza di un nuovo iperammortamento per sostenere gli investimenti in automazione e intelligenza artificiale. Tra le priorità indicate figurano anche la semplificazione burocratica, l'estensione delle agevolazioni agli investimenti in software in modalità SaaS e il rafforzamento dei contratti di sviluppo e delle ZES, le zone economiche speciali.
Produttività, lavoro e competenze
Nel corso dell'Assemblea sono stati presentati anche i dati relativi alla produttività e al mercato del lavoro. Nel 2025 la produttività è aumentata del 5,6%, ma il dato scende all'1,3% per micro, piccole e medie imprese, evidenziando un divario significativo tra le diverse dimensioni aziendali. Circa 750 mila lavoratori sono stati coinvolti dai processi di trasformazione legati all'intelligenza artificiale.
La domanda di competenze legate all'AI nel Quadrilatero è 1,4 volte superiore rispetto alla media nazionale. Nonostante ciò, le prospettive occupazionali restano positive: un'impresa su tre prevede di aumentare il numero di dipendenti nei prossimi dodici mesi. Per sostenere la crescita dell'occupazione qualificata, Biffi ha rilanciato la proposta di una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi destinati ai giovani sotto i 35 anni, con l'obiettivo di attrarre e trattenere i talenti necessari alla trasformazione digitale del sistema produttivo.