La cronaca racconta come si condisce di malumori, sospetti e veleni il processo di risanamento e rilancio del gruppo bancario Bff, con la magistratura della Procura di Milano che indaga per far luce su una serie di vicende opache: l’ex amministratore delegato Belingheri, che ha visto crollare i titoli in Borsa nel febbraio 2026, è stato travolto dalle polemiche sin dall’inizio della crisi, con i piccoli soci che hanno puntato l’attenzione sui crediti ceduti a Pollen Street, come racconta La Repubblica il 9 Ottobre 2026.

Il giorno successivo, Gli Stati Generali esprimono dubbi sulla proposta di acquisizione di Bff da parte di Banca Progetto, definendola una “pazza idea”, e criticano la gestione, suggerendo che la proposta di acquisizione non tenga conto di altre offerte e nasconda una crisi più grave di quanto dichiarato.

Voci di mercato riportano che Banca Progetto è stata la peggiore crisi bancaria dal Meccanismo di Vigilanza Unico della BCE, con un buco potenziale di miliardi di euro che potrebbe avere pesanti conseguenze sul bilancio dello Stato e richiedere una ricapitalizzazione significativa.

Bruno, con un intervento di pochi giorni fa, ha sottolineato che il buco di Banca Progetto, come prevedibile, potrebbe rivelarsi molto più elevato del previsto: interessi di mora e spese potrebbero arrivare a 1,6-1,7 miliardi di euro, con un incasso medio del 80% su interessi di mora ed accessori che potrebbe ridurre l’importo a circa 1,2-1,3 miliardi di euro, o 1 miliardo se considerato al 70%. La Procura di Milano potrebbe riaprire indagini su responsabilità personali legate a Banca Progetto e Bff, con potenziali implicazioni legali per le persone coinvolte.

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