La Puglia, la Sicilia e la Calabria sono in ginocchio. Non è uno sciopero nazionale, ma gli effetti sono gli stessi: tir fermi, code ai caselli e nei tratti autostradali, mercati settimanali vuoti. L'Italia intera guarda alle proteste di autotrasportatori, agricoltori e commercianti, che stanno bloccando le arterie e le aree di servizio della Puglia, da Foggia in giù, e i porti della Sicilia. La protesta è esplosa il 16 ottobre e continuerà per giorni. Il motivo? Il caro gasolio, ma non solo. C'è di più: il sistema europeo sulle emissioni ETS, la mancata copertura della Sea modal shift, l'aumento dei collegamenti marittimi. Come riporta Il Sole 24 Ore, il prezzo del gasolio ha superato i 2,16 euro al litro a settembre, con un aumento di 0,35 euro rispetto a febbraio. Il risultato: consegne delle merci bloccate, caro benzina alle stelle, aumento dell'inflazione. Confindustria Catania denuncia gli extracosti, mentre il Comitato dei trasportatori, con il coordinatore Salvatore Bella, incrocia le braccia: "lavorare costa troppo". Come riporta Il Tempo, a Palermo c'è il blocco totale. Le aziende siciliane si fermano perché il gasolio è aumentato e i collegamenti via mare costano fino a 700 euro in più per biglietto traghetto. "In molti casi non c’è la forza economica e la liquidità per poter garantire la circolazione dei nostri mezzi", spiega l'autotrasportatore Girolamo Giovinazzo. "Abbiamo aziende di autotrasporto che rischiano di chiudere". I momenti di tensione non sono mancati. Come riporta Il Giornale d'Italia, in provincia di Foggia agricoltori, autotrasportatori e commercianti sono scesi in corteo contro il caro benzina e il caro carburante. I manifestanti chiedono al Governo interventi immediati. "Alcuni automobilisti hanno rifiutato di fermarsi e hanno forzato i blocchi. In alcuni casi si sono registrati episodi di vandalismo ai danni delle automobili, con vetri rotti e specchietti divelti". Michele Perrotti, organizzatore della protesta, chiede "costi minimi di sicurezza, fissare un tetto massimo prezzo gasolio specifico per la categoria, ripristinare il credito d'imposta, eliminare il sistema delle accise". Michele Cannarozzi, olivicoltore, ha lanciato un appello sui social: "Il Gargano ha bisogno di ancora più gente! Siamo uniti, siamo compatti". Il 22 ottobre sarà il turno degli operatori ittici, che fermeranno i pescherecci in un blocco nazionale. Chiedono un prezzo politico del gasolio per la pesca tra 60 e 70 centesimi al litro. La protesta continua, e l'Italia intera resta a guardare.
Fonti
- Gambero Rosso: In Puglia gli olivicoltori bloccano l'A14 e lasciano le olive sugli alberi: "Raccoglierle costa troppo"
- Avvenire: Il gasolio costa troppo: camion e pescherecci scelgono di fermarsi
- FoggiaToday - cronaca e notizie da Foggia: Si alza il livello della protesta, momenti di tensione e clima infuocato: "Questa è la battaglia di tutti"