La questione della possibile tassazione sui bonifici ricevuti dai genitori è tornata al centro dell'attenzione dopo una recente decisione della Corte di Cassazione. La sentenza ha confermato l'applicazione dell'imposta prevista per le liberalità indirette in un caso che ha riguardato il trasferimento di una somma rilevante da una madre alla figlia. L'ordinanza numero 15315, depositata il 20 maggio 2026 dalla Sezione tributaria della Corte di Cassazione, ha ribadito la possibilità di applicare l'imposta dell'8% sull'importo che supera le franchigie previste per l'imposta sulle donazioni, nei casi in cui un trasferimento di denaro venga qualificato come liberalità indiretta. La vicenda è stata esaminata partendo da un caso concreto in cui la contribuente aveva ricevuto oltre 8,2 milioni di euro dalla madre. Il trasferimento è emerso nell'ambito di un procedimento fiscale relativo ad altre imposte e la contribuente, difendendosi, aveva escluso la natura reddituale delle somme ricevute, senza però fornire elementi idonei a dimostrare un prestito o un'altra causa onerosa. In questo contesto, l'Agenzia delle Entrate ha ritenuto il trasferimento una liberalità fiscalmente rilevante.
La decisione della Cassazione mette in evidenza una distinzione normativa significativa tra due situazioni. Da un lato, la registrazione volontaria della liberalità, che comporta l'applicazione delle aliquote e delle franchigie previste per l'imposta sulle donazioni; dall'altro, la liberalità che emerge durante accertamenti fiscali, la quale è invece soggetta alla tassazione prevista. Secondo la Cassazione, ciò che conta non è necessariamente la definizione utilizzata dal contribuente, ma la natura effettiva dell'operazione. La riforma fiscale entrata in vigore nel 2025 ha aggiornato le condizioni in cui un accertamento può portare all'applicazione dell'imposta, mantenendo però la distinzione tra donazioni dirette e liberalità indirette. È importante precisare che questa decisione non implica automaticamente che ogni bonifico ricevuto dai genitori sia tassabile.
Le franchigie e i trattamenti differenti continuano a esistere, a seconda della natura dell'operazione e del rapporto tra le parti. Tuttavia, la sentenza chiarisce che la semplice qualificazione fornita dal contribuente non è determinante: l'Amministrazione finanziaria ha il compito di verificare se il trasferimento rientra nella categoria delle liberalità indirette, per le quali la legge prevede un regime impositivo specifico. In sintesi, la decisione della Cassazione conferma l'esistenza di un'imposta applicabile a determinate liberalità indirette, distinguendo tra donazione, che richiede una forma specifica, e liberalità indiretta, che può avvenire con modalità differenti. La qualificazione giuridica non è esclusivamente a carico del contribuente, ma deve essere valutata sulla base della natura effettiva del trasferimento e del quadro normativo vigente.
Fonti
- Panorama: Bonifici dai genitori, quando scatta la tassa dell'8%: la decisione della Cassazione che interessa le famiglie
- Brocardi.it: Agenzia delle Entrate, ora rischi l'8% di tasse se ricevi molti soldi dai tuoi genitori, anche se non li chiami donazione
- Risoluto: Cassazione, 8% di tasse sui soldi dei genitori senza donazione