Le borse asiatiche hanno chiuso la settimana in ordine sparso, con la Corea del Sud che ha guidato i ribassi a causa di un selloff sui titoli dei semiconduttori innescato dalle dichiarazioni del CEO di Broadcom, Hock Tan, sulla speculazione nel settore dell’intelligenza artificiale.
Secondo quanto riportato da Milano Finanza, l’indice Kospi ha registrato un calo del 7,4%, la peggiore performance tra i principali listini asiatici, mentre il Nikkei ha perso il 2% e il KOSDAQ il 4,29%. In controtendenza, l’Hang Seng ha viaggiato sulla parità e Shanghai è salita dello 0,45%. Anche i futures sul Nasdaq hanno segnato un ribasso dello 0,6%, confermando un sentiment negativo diffuso sui mercati globali.
Le cause del crollo
Il selloff è stato innescato dalle parole di Hock Tan, che ha paragonato il mercato dell’intelligenza artificiale a un casinò, sostenendo che molti investitori stanno puntando su aziende di cui non conoscono i fondamentali. Le sue dichiarazioni hanno alimentato i timori di una bolla speculativa nel settore e hanno causato forti vendite sui titoli dei semiconduttori, tra cui Samsung Electronics (-8,8%) e SK Hynix (-9,2%), che insieme rappresentano circa il 50% dell’indice Kospi.
Nonostante il ribasso, il mercato di Seul resta in rialzo del 39% dall’inizio dell’anno, grazie all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e all’aumento degli investimenti nei chip di memoria. Tuttavia, secondo gli analisti, il recente calo potrebbe rappresentare una correzione fisiologica dopo mesi di crescita sostenuta.
Il ruolo della valuta e degli investitori esteri
Le vendite sono state amplificate dal rafforzamento del won sudcoreano, che ha raggiunto i massimi degli ultimi due anni contro il dollaro. La valuta più forte ha penalizzato i titoli export-oriented e ha spinto gli investitori stranieri a vendere azioni sudcoreane per un valore netto di 1,02 trilioni di won, contribuendo al calo dell’indice Kospi.
Le dichiarazioni di Broadcom e l’impatto sui mercati
Le dichiarazioni di Tan hanno avuto un impatto significativo sui mercati globali. Lunedì, Broadcom aveva annunciato una spesa di 91 miliardi di dollari per l’acquisto di chip di memoria nei prossimi anni, spingendo al rialzo i titoli del settore. Tuttavia, i mercati sono rapidamente passati dal timore di una corsa agli armamenti nell’AI a quello di una possibile bolla speculativa.
Ecaterina Bigos, senior market strategist di Bno Paribas Asset Management, ha sottolineato che gli investitori stanno iniziando a chiedersi come questi investimenti si tradurranno in utili, mentre Tan ha definito il mercato dell’AI un «casinò» in cui molti investitori non hanno idea di ciò in cui stanno investendo.
Le tensioni geopolitiche pesano sui mercati
Secondo gli analisti di Mps Capital Services, la debolezza dei mercati è attribuita principalmente alle tensioni geopolitiche e ai timori di valutazioni eccessive nel comparto dell’AI. Le performance deludenti di alcune aziende cinesi e i dubbi sulle prospettive della domanda di semiconduttori hanno accentuato i ribassi sui listini asiatici.
Il futuro del mercato
Nonostante il crollo, gli analisti sottolineano che il mercato sudcoreano resta in territorio positivo dall’inizio dell’anno. Tuttavia, la stretta sui buyback annunciata da Samsung e SK Hynix potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di pressione sui mercati, mentre gli investitori continueranno a monitorare l’evoluzione del settore dell’intelligenza artificiale e delle tensioni geopolitiche.