La Catalogna si prepara ad affrontare una nuova ondata di maltempo. Secondo quanto riportato da Diari ARA, tra oggi, 19 ottobre 2026, e domani, un fronte di tempeste attraverserà la regione da sud a nord, portando rovesci torrenziali con accumuli che potrebbero sfiorare i 100 litri per metro quadrato. Le previsioni indicano un rischio elevato di inondazioni in alcune comarche, tra cui il Maresme e il Garraf, già colpite nei giorni scorsi da fenomeni meteorologici estremi.

Le piogge di questa settimana hanno avuto conseguenze drammatiche: come riporta El Periódico, nel Maresme si è registrato un morto a Cabrera de Mar, mentre il Garraf è stato teatro di inondazioni frequenti. In questo contesto, il climatologo e cattedratico emerito di Geografia Fisica all'Università di Barcellona, Javier Martín Vide, direttore dell'Osservatorio Fabra, ha rilasciato un'intervista in cui analizza la situazione e le possibili conseguenze del cambiamento climatico.

Secondo Martín Vide, il fenomeno che sta interessando la Catalogna è legato alla "gota fría", un evento meteorologico associato alla DANA (Depresión Aislada en Niveles Altos), che provoca piogge intense e localizzate. Il climatologo sottolinea che, durante l'autunno, le zone di maggiore rischio per le piogge sono quelle del litorale e pre-litorale, ma esiste un certo carattere aleatorio in queste precipitazioni così compulsive. Tuttavia, osserva anche che il cambiamento climatico sta rendendo questi eventi più frequenti, con impatti significativi sulle infrastrutture e sulla popolazione.

Martín Vide spiega che il Mediterraneo, chiamato anche Mare Nostrum, si sta tropicalizzando: “In Catalogna abbiamo l'acqua uguale o più calda che nei Caraibi, ci stiamo tropicalizzando.” Questo fenomeno porta a tempeste più feroci e frequenti, con conseguenze dirette sui territori costieri.

Un aspetto fondamentale evidenziato dal climatologo riguarda la pianificazione territoriale. La gestione del territorio e la prevenzione sono cruciali per ridurre gli impatti di questi fenomeni. Martín Vide sottolinea l'importanza di costruire abitazioni più in alto e di rivedere la posizione della linea R1 di Rodalies del Maresme, che attraversa una zona particolarmente vulnerabile alle inondazioni. In generale, secondo l'esperto, una buona pianificazione territoriale può ridurre gli impatti su infrastrutture e perdite umane.

Un altro elemento chiave è la cultura del rischio. Come sottolinea Martín Vide, in Spagna, più della metà delle vittime umane per inondazioni sono state persone che viaggiavano in auto. Questo dato evidenzia l'importanza di sensibilizzare la popolazione sui comportamenti da adottare in caso di allerta meteorologica.

In sintesi, la Catalogna si trova nuovamente di fronte a un evento meteorologico estremo, che mette in evidenza la necessità di una maggiore attenzione alla pianificazione territoriale e alla prevenzione. La combinazione di fenomeni climatici sempre più intensi e infrastrutture vulnerabili richiede una risposta coordinata tra istituzioni, cittadini e esperti per minimizzare i rischi e proteggere la popolazione.

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