In Italia si parla di nuovo del rischio che le città costiere finiscano sott'acqua a causa dell'aumento del livello del mare. L'argomento è tra le ricerche in maggiore crescita su Google oggi, 02 ottobre 2026, secondo i dati di Google Trends analizzati da AgenNext.
Il tema nasce da diversi articoli pubblicati recentemente. Everyeye Tech ha riportato le proiezioni di Climate Central, secondo cui una grande parte della popolazione mondiale vive in aree a rischio inondazione e che solo azioni nazionali per la mitigazione delle emissioni di CO2 possono ridurre i danni. Le mappe interattive mostrano le città italiane più esposte.
Secondo Libero, le città a rischio sul versante Adriatico includono Venezia, Rimini, Ravenna, Ancona e Bari, mentre sul versante Tirrenico sono Napoli, Pisa, Livorno, Castel Volturno e l'area di Cuma. In Sicilia le zone più esposte sono Catania, Trapani e la zona di Mondello a Palermo, mentre in Sardegna l'area di Oristano e gli stagni e le saline di Cagliari.
Il Sole 24 ORE ha sottolineato come il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai e l'aumento delle temperature e dei livelli del mare richiedano interventi urgenti. Le proiezioni di Climate Central mostrano come le zone costiere italiane, in particolare quelle pianeggianti, siano esposte a conseguenze pesanti su territorio, attività e infrastrutture.
Luca Incoronato ha scritto che le città italiane a rischio sono molte e che la crisi climatica potrebbe trasformarle testimonianze truci dell’operato dell’uomo. Valentina Di Miccoli di Greenpeace ha aggiunto che i dati attuali raccontano un mare sempre più caldo sia in superficie che in profondità, con picchi di temperatura superiori di quasi 5 gradi rispetto alla media degli ultimi 30 anni. Fenomeni come le ondate di calore e la necrosi e sbiancamento di coralli indicano un aumento delle temperature marine.
L'attenzione è tornata alta anche per la pubblicazione di mappe interattive che mostrano quali aree potrebbero finire sott'acqua in uno scenario di aumento del livello del mare. Le immagini hanno attirato l'attenzione degli utenti online e dei media.