Nel 2027 l’ecobonus e le altre detrazioni fiscali legate ai lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica potrebbero cambiare volto. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha spiegato infatti in un’intervista che nella prossima Manovra si punterà a innalzare al 65% la percentuale di detrazione per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici.

L’obiettivo è chiaro: mettere al centro gli investimenti che riducono i consumi e le emissioni, sfruttando anche la clausola di flessibilità europea che permette di destinare risorse proprio all’efficientamento energetico.

“Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti”, ha spiegato Leo.

Cosa cambia per chi vuole ristrutturare

Se oggi l’ecobonus copre una percentuale dei costi dei lavori, con la Manovra 2027 la percentuale potrebbe aumentare fino al 65%. Questo significa, ad esempio, che su una spesa di 10mila euro per interventi ammessi si potrebbe recuperare 6.500 euro attraverso la detrazione fiscale.

Secondo il vademecum aggiornato da Enea il 23 settembre, sono ammessi all’ecobonus interventi come la riqualificazione globale degli edifici, la coibentazione, i generatori di calore a biomasse, gli interventi sulle parti comuni condominiali, la sostituzione di finestre, lucernari e porte.

Il rischio per le prime case e altri bonus

Non tutte le notizie sono però positive. Senza un intervento del governo, dal 2027 il bonus ristrutturazioni sulla prima casa potrebbe scendere al 36%, mentre il bonus mobili potrebbe cambiare radicalmente o sparire. Per questo è importante seguire gli sviluppi della Manovra e capire quali strumenti resteranno disponibili per chi vuole mettere mano alla propria abitazione.

La discussione è ancora aperta e il governo dovrà decidere come bilanciare i diversi incentivi, ma il messaggio che arriva è chiaro: l’efficienza energetica sarà sempre più centrale nelle politiche fiscali italiane.

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