A partire dal 6 ottobre 2026, entreranno in vigore le accise mobili, con la conseguente scadenza dello sconto sulle accise del gasolio, pari a 6,1 centesimi al litro. Secondo quanto riportato da Sky TG24, nonostante il nuovo meccanismo fiscale, i prezzi del diesel potrebbero comunque subire un aumento.

Negli ultimi giorni, tuttavia, i prezzi alla pompa hanno registrato un calo significativo grazie al price cap adottato dalle compagnie petrolifere. Il governo aveva scelto la strada della moral suasion, invitando gli operatori a intervenire per attenuare l’impatto del caro-carburante. L’iniziativa ha portato a una sensibile diminuzione dei costi per gli automobilisti.

Secondo i dati diffusi da Codacons, la benzina è scesa in media di 11 centesimi al litro, mentre il diesel ha registrato un calo di 13,3 centesimi. Per un pieno da 50 litri, il risparmio è di circa 5,50 euro per la benzina e 6,65 euro per il gasolio. In autostrada, dove i rincari si erano fatti sentire maggiormente, la benzina è diminuita di 19 centesimi al litro e il gasolio di 19,1 centesimi.

Il prezzo medio del gasolio in modalità self è sceso a circa 2,308 euro al litro, rispetto ai 2,369 euro registrati il 28 settembre. Il calo è trainato dal price cap introdotto da Eni, che ha fissato la benzina a 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro, con una validità iniziale di 30 giorni, prorogabile in base all’andamento del mercato. Anche Ip, Q8 e Tamoil hanno aderito all’iniziativa, coprendo circa un terzo dei distributori presenti sul territorio.

In una sola settimana, il gasolio è diminuito di 12,2 centesimi al litro. Per la benzina, il prezzo medio è passato da 2,152 a 2,052 euro al litro. Nonostante la discesa, i prezzi restano ancora elevati rispetto ai livelli pre-crisi.

Il meccanismo delle accise mobili consentirà di utilizzare i maggiori proventi generati dall’aumento dei prezzi per compensare i rincari, evitando nuovi esborsi per gli automobilisti e mantenendo in equilibrio i conti pubblici. La misura era stata annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri del 16 settembre.

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