L’Unione Europea sta affrontando una crisi energetica senza precedenti, con un’attenzione particolare alla capacità di raffinazione sempre più ridotta. Secondo Euronews, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l’UE avvierà un "dialogo strategico" sulla raffinazione, coinvolgendo la Commissione, il settore industriale e gli Stati membri, per affrontare la crescente vulnerabilità dell’Europa in questo settore.
Negli ultimi anni, l’Europa ha assistito a una graduale riduzione della capacità di raffinazione. Le raffinerie europee, spesso obsolete, hanno chiuso o ridotto la loro capacità produttiva, mentre la domanda globale di carburanti raffinati è aumentata. Questo ha reso l’UE sempre più dipendente da importazioni di carburanti finiti da regioni politicamente instabili, esponendo il continente a rischi significativi in termini di approvvigionamento energetico.
La Commissione europea ha deciso di intervenire in risposta a questa situazione critica. Von der Leyen ha sottolineato che l’obiettivo è ridurre i costi e garantire che l’Europa disponga delle forniture necessarie anche per la difesa. I commissari all’Energia Dan Jørgensen e alla Difesa Andrius Kubilius guideranno il dialogo con l’industria e gli Stati membri per elaborare una strategia comune.
La crisi energetica sta colpendo duramente anche la Svizzera. Come riporta il Corriere del Ticino, il prezzo del diesel ha raggiunto livelli record, sfiorando i 2,50 franchi al litro. La raffineria di Cressier, gestita da Varopreem, rappresenta un’importante eccezione in un contesto europeo caratterizzato da una drastica riduzione della capacità di raffinazione. Dev Sanyal, CEO di Varopreem, ha sottolineato come la chiusura di oltre 30 raffinerie in Europa dal 2000 abbia contribuito alla scarsità di capacità di raffinazione, un problema accentuato dalla crescente domanda globale di carburanti raffinati.
Secondo i dati del Joint Oil Data Initiative (JODI), la capacità di raffinazione combinata di UE, Regno Unito, Norvegia e Svizzera è scesa a 625,4 milioni di tonnellate all’anno, 167,6 milioni in meno rispetto al 2009. Questa riduzione ha reso l’Europa sempre più dipendente dalle raffinerie di altre regioni, come Stati Uniti, Medio Oriente e Asia, aumentando l’esposizione a rischi geopolitici e logistici.
La crisi energetica è stata ulteriormente aggravata dalla guerra in Ucraina. L’Europa ha dovuto affrontare una diminuzione dell’offerta globale di petrolio e una maggiore competizione per le risorse energetiche con economie emergenti come Cina e India. A settembre 2026, il Brent ha registrato un prezzo medio di 101 dollari al barile, con un aumento del 17% rispetto a luglio. Lo scoppio della guerra in Ucraina ha inoltre reso i mercati energetici ancora più volatili, spingendo l’UE a spendere oltre 100 miliardi di euro in costi aggiuntivi per le importazioni di combustibili fossili.
La raffineria di Cressier è riuscita a mantenere la produzione grazie all’approvvigionamento diversificato di petrolio greggio dalla Norvegia, dal Mare del Nord e dall’Africa occidentale. Tuttavia, nonostante l’aumento della produzione, la domanda di gasolio e cherosene continua a superare l’offerta, contribuendo all’aumento dei prezzi dei carburanti in Svizzera.
Le incertezze geopolitiche continuano a influenzare i mercati energetici globali. Come riporta Mediaset Infinity, l’attacco del gruppo paramilitare Wagner alle raffinerie russe ha ulteriormente destabilizzato la situazione, portando il G7 a decidere di liberare riserve strategiche di petrolio per alleviare la pressione sui prezzi. Tuttavia, Dev Sanyal ha avvertito che le riserve sono un cuscinetto, non una soluzione, mentre il CEO di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha evidenziato che le scorte mondiali di petrolio sono spaventosamente ridotte. In questo contesto, la raffineria di Cressier continua a svolgere un ruolo chiave nella fornitura di carburanti raffinati alla Svizzera, nonostante le sfide logistiche e geopolitiche.
La crisi energetica in Europa evidenzia la necessità di una strategia energetica diversificata e resiliente, in grado di affrontare le sfide geopolitiche e logistiche che minacciano la sicurezza energetica del continente.