Un gruppo di hacker noto con il nome di ShinyHunters ha sottratto dati sensibili di dipendenti attuali e passati dell’FBI, la polizia federale statunitense, e li sta utilizzando per fare pressione sull’agenzia. La notizia è stata riportata da RaiNews, che cita a sua volta fonti del New York Times.

Secondo quanto emerso, gli hacker avrebbero rubato informazioni personali tra cui nomi, cognomi, indirizzi di residenza, numeri di previdenza sociale, numeri di telefono, email di lavoro, data di nascita, data di assunzione, nomi dei coniugi e contatti di emergenza. Il database conterrebbe anche informazioni mediche, inclusi referti psichiatrici, di circa 5.000 dipendenti.

ShinyHunters ha dichiarato al New York Times di aver sfruttato una vulnerabilità, probabilmente di Oracle PeopleSoft, per ottenere l’accesso ai sistemi dell’FBI. Il gruppo ha anche affermato di non aver ancora deciso se pubblicare i dati online o rivenderli, smentendo però l’intenzione di utilizzarli per molestie o intimidazioni.

Nonostante le dichiarazioni del gruppo, l’FBI aveva precedentemente emesso un avviso interno sostenendo che gli hacker avrebbero potuto utilizzare le informazioni per molestare le vittime e i loro familiari. ShinyHunters ha respinto queste accuse, affermando che “non abbiamo mai avuto l’intenzione né abbiamo mai pianificato di farlo”.

Il rischio principale riguarda la possibile rivendita o cessione dei dati a gruppi o governi ostili agli Stati Uniti. Il New York Times ha confermato l’autenticità di un campione dei dati esfiltrati.

Il sito FBIJobs.gov è stato bloccato ai federali, probabilmente per contenere la falla informatica, anche se non è stato confermato ufficialmente che l’attacco sia avvenuto tramite quella piattaforma.

ShinyHunters è noto nel mondo della cybersicurezza come un gruppo di criminali informatici specializzato in violazioni di dati su larga scala ed estorsioni. L’FBI aveva emesso un avviso riguardante il gruppo già il 15 maggio 2026, citando numerosi assalti a grandi aziende e l’uso di tattiche di pressione sulle vittime.

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