Il Fondo di Competitività delle Imprese sostiene Piani di Investimento finalizzati alla crescita sostenibile, alla competitività e alla creazione di posti di lavoro in Sardegna e nel Sulcis Iglesiente. La dotazione finanziaria complessiva è di 42.500.000 euro, composta da 20 milioni dal PR Sardegna FESR 2021-2027, 2,5 milioni dal PN JTF per il Sulcis Iglesiente e 20 milioni di risorse regionali. Lo ha riportato il Corriere della Sera.

Chi può partecipare e quali progetti sono ammessi

Il bando è aperto a micro, piccole, medie e grandi imprese, con alcune specifiche: le grandi imprese possono essere finanziate solo con risorse regionali, mentre le altre possono accedere a fondi FESR e JTF. Le imprese devono essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, avere un’unità produttiva in Sardegna o impegnarsi ad attivarla, non essere in procedure liquidatorie o concorsuali, rispettare obblighi contributivi e norme di sicurezza, e non essere considerate imprese “in difficoltà” secondo la normativa europea.

I progetti ammissibili includono la creazione di nuove aziende o unità produttive, l’ampliamento, diversificazione o ristrutturazione di unità esistenti e la riattivazione di aziende inattive da almeno un anno. Non sono ammessi progetti esclusivamente per terreni o immobili. Il Piano deve concludersi entro 36 mesi, prorogabili di 6 mesi.

Le agevolazioni concesse

Il finanziamento pubblico va da un minimo di 100.000 euro a un massimo di 5.000.000 euro. Le forme tecniche previste sono il leasing finanziario immobiliare, il mutuo assistito da garanzie e il leasing finanziario d’azienda. Il tasso di interesse è fisso, basato sull’EURIRS.

L'importanza del contesto territoriale

Investire nei territori non significa solo creare valore economico, ma anche generare un impatto positivo sulle comunità. Le aziende che si impegnano in azioni di riqualificazione urbana, sostegno alle attività locali e attenzione alle esigenze delle comunità dimostrano di essere parte attiva del territorio. Questo approccio può contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, rafforzando il tessuto sociale e creando opportunità di crescita condivisa.

Secondo uno studio di OBE, l’Osservatorio Branded Entertainment, il 97% degli italiani ritiene giusto che le aziende intervengano nei territori con azioni concrete, come la riqualificazione urbana e il sostegno alle attività locali. Il 52% degli intervistati afferma che l’impegno territoriale di un’azienda può influenzare le loro scelte d’acquisto, poiché percepiscono i brand come parte integrante della comunità in cui vivono.

Il Presidente di OBE, Emanuele Nenna, ha dichiarato: “Abbiamo deciso di appoggiare il nostro sguardo anche sui territori, per capire in che modo possano diventare uno spazio virtuoso in cui le persone vivano esperienze di intrattenimento e di relazione con i brand che possono essere memorabili. Ne è nato uno studio che rappresenta una guida per i brand che vogliono investire nei territori, non solo per generare valore economico, ma anche per creare un impatto positivo sulle comunità”.

La Direttrice Scientifica di OBE, Anna Vitiello, ha aggiunto: “Il territorio non è più uno sfondo, ma uno spazio di relazione e responsabilità per i brand. Lo studio evidenzia come le persone si aspettino che le aziende si impegnino concretamente nei luoghi in cui operano, contribuendo al loro sviluppo economico, sociale e culturale”.

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