Home Assistant ha rilasciato l’aggiornamento 2026.10, che rende molto più semplice collegare la piattaforma domotica agli assistenti AI come ChatGPT e Claude grazie al Model Context Protocol (MCP), come riportato da Ars Technica.

Prima di questa modifica, configurare l’accesso di un assistente AI a Home Assistant richiedeva una certa familiarità con i file YAML e una procedura tutt’altro che immediata. Con la nuova versione, invece, il collegamento avviene in pochi clic attraverso una nuova sezione AI nelle impostazioni di sistema.

La scheda dedicata al protocollo MCP consente di attivare il server con un clic e mostra gli indirizzi necessari per la connessione. Home Assistant può anche rilevare automaticamente le applicazioni che offrono un server MCP e chiedere conferma per il collegamento.

Per impostazione predefinita, una nuova installazione di Home Assistant dà accesso a tutte le API LLM disponibili, ma il sistema rispetta le autorizzazioni configurate. Ciò significa che gli assistenti AI possono controllare solo i dispositivi e le entità che l’utente ha già impostato come accessibili. Le connessioni al server MCP sono inoltre riservate agli account amministratori.

Home Assistant sottolinea che, nonostante le misure di sicurezza, dare accesso ai propri oggetti connessi a un’intelligenza artificiale non significa semplicemente permetterle di consultare la temperatura del salotto. Gli utenti possono comunque modificare queste impostazioni in qualsiasi momento senza dover reinstallare l’integrazione.

L’aggiornamento rappresenta un passo avanti nell’integrazione tra assistenti AI e sistemi domotici, ma solleva inevitabilmente interrogativi sulla sicurezza dei dispositivi connessi.

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