I mari italiani stanno registrando un aumento delle temperature che potrebbe avere effetti sul clima nelle prossime settimane. Secondo le analisi dei dati raccolti da Greenpeace Italia nell’ambito del progetto “Mare Caldo”, gli effetti delle alte temperature estive potrebbero protrarsi nei mesi successivi, contribuendo a fenomeni meteorologici più intensi.

Secondo gli esperti, il calore accumulato dalle acque marine non scompare con la fine dell’estate. Una parte di quell’energia viene infatti trasferita all’atmosfera attraverso l’evaporazione, contribuendo alla formazione di nubi che possono trasformarsi in precipitazioni anche violente. Questo fenomeno potrebbe rendere le prossime settimane particolarmente delicate per il clima mediterraneo.

I dati del progetto “Mare Caldo”

Le rilevazioni provengono da sei aree marine distribuite lungo le coste italiane: l’Isola d’Elba (Toscana), l’Area marina protetta di Miramare (Friuli-Venezia Giulia), l’Area marina protetta di Portofino (Liguria), le Isole Tremiti (Puglia), Plemmirio e Ustica (Sicilia). Le stazioni di monitoraggio hanno registrato temperature della superficie marina più elevate rispetto alle medie storiche.

Tra le anomalie più significative emerge il dato dell’Isola d’Elba, dove è stato registrato un picco di +4,95°C rispetto alla media storica. Valori elevati sono stati rilevati anche a Miramare (+4,63°C), Portofino (+4,36°C) e Ustica (+4,54°C).

Il commento degli esperti

Antonello Pasini, fisico climatologo del CNR, ha spiegato che il mare rappresenta un importante serbatoio di energia. «L’estate che abbiamo appena vissuto è stata una “cartolina dal futuro”», ha dichiarato Pasini a Greenreport, sottolineando come il calore del Mediterraneo non rimanga confinato nell’acqua, ma contribuisca alla formazione di nubi e pioggia, alimentando fenomeni meteorologici violenti.

Secondo il climatologo, il contrasto tra il mare ancora caldo e l’arrivo di aria più fredda autunnale potrebbe favorire eventi estremi nei prossimi mesi.

I dati globali sul riscaldamento del mare

Il fenomeno del riscaldamento marino non riguarda soltanto il Mediterraneo. Secondo i dati del Copernicus Marine Service, nel 2024 la temperatura media della superficie del mare a livello globale è stata di 1,23°C superiore alla media del periodo 1982-2024.

Il servizio europeo di monitoraggio ambientale segnala inoltre che negli ultimi due decenni si è registrato il maggior numero di giorni con ondate di calore marine a livello globale.

Le previsioni per il Centro Italia

Il climatologo Carlo Bisci dell’Università di Camerino ha spiegato a Cronache Maceratesi che le elevate temperature del Mediterraneo favoriscono l’evaporazione e la formazione di nubi cariche di umidità, rendendo più probabili nubifragi intensi.

Secondo Bisci, le correnti atlantiche potrebbero riportare nei prossimi giorni temperature e precipitazioni più vicine ai valori normali del periodo. Tuttavia, il rapido passaggio da condizioni di siccità a precipitazioni intense rappresenta una delle caratteristiche del clima attuale.

Il climatologo ha ricordato che anche la provincia di Macerata ha vissuto a settembre episodi di intense precipitazioni, che però non hanno compensato il deficit idrico accumulato nei mesi precedenti né ricaricato significativamente le falde.

Secondo Bisci, il cambiamento climatico sta rendendo più frequenti temperature superiori alla media e fenomeni temporaleschi intensi, con conseguenze sia sulla disponibilità idrica sia sui rischi legati agli eventi meteo estremi.

Fonti