Alcuni residenti della frazione di Piano di Mommio, nel comune di Massarosa, hanno manifestato contro la realizzazione di un campo fotovoltaico a terra di due megawatt su terreno agricolo privato. La protesta è avvenuta il 10 ottobre, in concomitanza con la giornata internazionale di mobilitazione per la Palestina, e ha visto il coinvolgimento del Coordinamento Versilia per la Palestina, che ha denunciato collegamenti tra la struttura societaria del progetto e capitali israeliani, in particolare il fondo Noy Fund.
Secondo quanto riportato da Il Tirreno, il progetto contestato riguarda una centrale solare a terra da realizzare su un terreno agricolo privato. I residenti criticano l’uso della Procedura Abilitativa Semplificata (Pas), che consente l’autorizzazione senza passare per la Conferenza dei servizi. I lavori dovrebbero iniziare nel 2025, ma i cittadini lamentano disagi già in corso, tra cui la rimozione della vegetazione e il passaggio di mezzi pesanti.
Il comitato “Rinnovabili sì, consumo di suolo no” ha espresso preoccupazioni sia ambientali sia sociali. Tra le critiche principali figura la mancanza di trasparenza e di garanzie da parte delle istituzioni. I cittadini chiedono chiarimenti su chi si occuperà dello smantellamento dell’impianto in caso di cessazione dell’attività e dubitano dei benefici economici per la comunità locale. Contestano inoltre la destinazione dell’energia prodotta, che sarebbe venduta e immessa nella rete nazionale e non destinata direttamente alla comunità.
La mobilitazione ha anche una dimensione politica. Il Coordinamento Versilia per la Palestina ha sottolineato i presunti legami tra il fondo israeliano Noy Fund, tra i finanziatori della società Sunprime Solar Belt, e il progetto, chiedendo rispetto per i diritti umani e trasparenza nei finanziamenti. I manifestanti hanno esposto cartelli con slogan come “Rinnovabili sì, consumo di suolo no” e “Via i fondi israeliani dalle nostre case e dalle nostre terre”.
Anna Petrucci, una delle portavoce del comitato, ha spiegato che la protesta si inserisce in una giornata internazionale di mobilitazione per la Palestina e ha chiesto al Comune di Massarosa di attivarsi presso gli enti competenti e di favorire il coordinamento tra le amministrazioni toscane su progetti simili.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di proteste in Toscana contro l’uso di suolo agricolo per impianti fotovoltaici. In altre località, come Crespellano e Valsamoggia, i residenti hanno contestato impianti di grandi dimensioni, chiedendo una pianificazione più sostenibile e trasparente. Le critiche si concentrano sull’impatto ambientale e sociale dei progetti, con slogan come “Stop al fotovoltaico selvaggio” e preoccupazioni per la vivibilità e il valore degli immobili. I manifestanti contestano anche il calore emesso dagli impianti e l’impatto sulla qualità della vita nelle zone residenziali.