Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera in un articolo di Chiara Galletti pubblicato il 3 ottobre 2026, onde radio provenienti da Beta Pictoris b, un esopianeta situato a circa 63 anni luce dalla Terra nella costellazione del Pittore, sarebbero state rilevate da un team di astronomi, suggerendo la possibile presenza di un campo magnetico. L’oggetto di studio è un gigante gassoso con una massa oltre dieci volte quella di Giove, e quindi non classificabile come potenzialmente abitabile, ma la scoperta potrebbe rappresentare un passo significativo nella ricerca di pianeti con condizioni favorevoli alla vita.

Le osservazioni, effettuate tra il 2025 e il 2026 con il radiotelescopio MeerKat, una rete di 64 radiotelescopi situata in Sudafrica, hanno rilevato segnali radio che gli scienziati ritengono siano prodotti da un’intensa attività aurorale. Se confermata, si tratterebbe della prima evidenza di un campo magnetico accertato al di fuori del Sistema Solare.

Secondo Yvette Cendes, astronoma dell’Università dell’Oregon specializzata in astronomia radio e non coinvolta nello studio, la ricerca di campi magnetici attorno agli esopianeti potrebbe costituire un importante strumento per individuare mondi potenzialmente adatti a ospitare forme di vita. “L’abitabilità è probabilmente uno dei motivi principali per cui ci interessano le magnetosfere”, ha dichiarato Cendes. Un campo magnetico esteso potrebbe proteggere un pianeta dalla radiazione stellare e dai venti solari, contribuendo a preservare l’atmosfera.

Beta Pictoris b, scoperto nel 2008, ha un’età di circa 25 milioni di anni e orbita attorno alla sua stella a una distanza simile a quella di Saturno dal Sole. Gli astronomi ipotizzano che, analogamente a quanto avviene nel caso di Giove con il satellite Io, anche questo esopianeta possa avere un satellite naturale che contribuisce all’attività aurorale.

La ricerca, ancora in fase di pre-pubblicazione e in attesa di approvazione da parte della comunità scientifica, rappresenta un ulteriore passo avanti nella comprensione delle condizioni ambientali degli esopianeti. Il campo magnetico stimato è almeno 1.250 gauss, molto più intenso di quello terrestre e di Giove, e potrebbe fornire nuovi indizi sulla formazione e sul comportamento dei campi magnetici planetari.

La scoperta di segnali radio da Beta Pictoris b apre quindi nuove prospettive nello studio dei campi magnetici degli esopianeti e nella ricerca di condizioni favorevoli alla vita al di fuori del Sistema Solare.

Onde radio da Beta Pictoris b: un nuovo capitolo nella ricerca degli esopianeti

Secondo quanto riportato da vietnam.vn in un articolo del 30 settembre 2026, gli scienziati hanno rilevato onde radio provenienti da Beta Pictoris b, un esopianeta situato a circa 63 anni luce dalla Terra nella costellazione del Pittore. Il pianeta, un gigante gassoso con una massa oltre dieci volte quella di Giove, ha attirato l’attenzione degli astronomi non tanto per la sua potenziale abitabilità, quanto per la possibile presenza di un campo magnetico.

Le osservazioni sono state effettuate tra il 2025 e il 2026 utilizzando il radiotelescopio MeerKat, una rete di 64 radiotelescopi situata in Sudafrica. I segnali radio rilevati potrebbero essere prodotti da un’intensa attività aurorale, simile a quella osservata su Giove nel Sistema Solare. Se confermata, questa scoperta rappresenterebbe la prima evidenza di un campo magnetico accertato al di fuori del Sistema Solare.

Gli astronomi ipotizzano che, analogamente a quanto avviene nel caso di Giove con il satellite Io, anche Beta Pictoris b possa avere un satellite naturale che contribuisce all’attività aurorale. Il campo magnetico stimato è almeno 1.250 gauss, molto più intenso di quello terrestre e di Giove.

La ricerca è ancora in fase di pre-pubblicazione e in attesa di approvazione da parte della comunità scientifica, ma rappresenta un passo importante nella comprensione delle condizioni ambientali degli esopianeti.

GJ 3090 b: un esopianeta che ruota al contrario

Secondo quanto riportato dall’ANSA in un articolo del 3 ottobre 2026, un team internazionale di astronomi ha scoperto che GJ 3090 b, un esopianeta distante 73 anni luce, ruota in senso retrogrado rispetto alla sua stella. La scoperta è stata effettuata dal ricercatore Yann Carteret dell’Università di Ginevra e pubblicata sulla rivista Nature Astronomy.

Gli astronomi hanno misurato l’angolo Psi, che rappresenta la somma dell’inclinazione dell’orbita e dell’inclinazione dell’asse di rotazione della stella. Nel caso di GJ 3090 b, questo valore è di 136 gradi, collocando il pianeta tra i pochi con orbite fortemente disallineate.

Tradizionalmente, i pianeti si formano e ruotano nella stessa direzione della stella centrale. Tuttavia, nel caso di GJ 3090 b, l’assenza di un compagno massiccio ha spinto i ricercatori a esplorare altre ipotesi, tra cui la migrazione attraverso un disco di detriti planetari.

Questa scoperta amplia la comprensione delle dinamiche orbitali degli esopianeti e apre nuove prospettive nello studio delle orbite disallineate e retrograde.

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