Il 13 ottobre 2026, secondo quanto riportato da Milano Finanza, si è verificata una svolta significativa nel panorama bancario italiano. Mediocredito Centrale (MCC) ha deciso di avviare trattative in esclusiva per la cessione di Banca dei Territori del Mezzogiorno (BdM, ex Popolare di Bari) a Credem, la banca emiliana che ha presentato l’offerta più alta, mentre la Cassa di Risparmio di Orvieto (CRO) sarà ceduta al Banco di Desio e della Brianza.

La decisione di MCC conclude un processo competitivo che ha visto l’istituto ricevere offerte da diversi operatori bancari di rilievo. Per BdM, la scelta è ricaduta su Credem, che ha messo sul piatto circa 520 milioni di euro, superando le proposte di Bper, Banco Bpm e della cordata tra Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Popolare Pugliese e Banca Popolare del Mediterraneo. L’operazione rappresenta una mossa strategica per Credem, che rafforza così la propria presenza nel Sud Italia, dove già conta oltre 150 filiali, e punta a diventare un player di riferimento nell’area, come sottolineato dai vertici della banca: “Avremo l’8% del mercato al Sud”.

Per CRO, invece, la trattativa esclusiva è stata avviata con Banco Desio, che ha spuntato l’acquisizione superando l’interesse di Unicredit. La cessione della banca umbra è stata gestita in modo separato rispetto a BdM, in quanto destinata a un soggetto diverso.

Le condizioni e i prossimi passi

La trattativa si inserisce in un breve periodo di esclusiva, durante il quale le parti negozieranno i termini della cessione. L’operazione non dovrà protrarsi oltre la fine del 2026, come specificato da MCC. L’ex Popolare di Bari, salvata nel 2020 con un intervento da 1,6 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario, arriva a questa fase con una situazione patrimoniale favorevole: ha chiuso il primo semestre con profitti di 46,87 milioni di euro e possiede crediti fiscali differiti (DTA) che Credem potrà sfruttare.

I nodi da sciogliere

Sul tavolo delle trattative rimangono alcuni nodi importanti. Uno di questi riguarda il contenzioso legale ancora pendente su BdM: tra le cause in corso, quelle per risarcimento danni superano i 120 milioni di euro. Inoltre, resta da definire il futuro delle filiali di BdM nelle regioni centrali e settentrionali, soprattutto in Emilia-Romagna, dove Credem è già presente e dove potrebbero sorgere problemi di sovrapposizione territoriale. Anche il destino del personale di queste filiali sarà un tema cruciale nella fase di negoziazione.

Le reazioni e il prossimo scenario

Le reazioni nel mondo bancario sono state immediate. Ferruccio Ferranti, CEO di MCC, ha sottolineato il successo del processo competitivo e l’interesse dimostrato dal mercato verso le due banche controllate. Cristiano Carrus, AD di BdM, ha definito la fase di dismissione come “un successo per la banca e per il sistema Paese”.

Con l’avvio delle trattative esclusive, il sistema bancario italiano si prepara a una fase di consolidamento che potrebbe ridisegnare gli equilibri del credito nel Mezzogiorno, con Credem pronta a rafforzare la propria posizione e Banco Desio a espandere la propria presenza territoriale attraverso l’acquisizione di CRO.

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