Il 3 ottobre 2026 segna un momento storico per il sistema economico italiano: dopo decenni di instabilità proprietaria, Telecom Italia (Tim) trova in Poste Italiane un azionista stabile e strategico. L'operazione di offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) di Poste su Tim si è conclusa positivamente il 2 ottobre 2026, ridefinendo gli assetti del gruppo. Il consiglio di amministrazione di Poste, riunitosi il 30 settembre 2026, ha approvato l'avvio delle attività di direzione e coordinamento su Tim. Il mercato ha accolto positivamente l'operazione, con un incremento del 4,25% per Tim e del 2,52% per Poste. L'integrazione tra le due realtà porterà a un gruppo con ricavi aggregati di oltre 27 miliardi di euro e 150.000 dipendenti, ponendosi come un punto di riferimento nel panorama economico europeo. L'articolo di Fortune Italia, scritto da Terenzio Di Gennaro e Raffaele Marino, sottolinea come Poste possa trasformare una lunga crisi proprietaria in un progetto industriale serio e credibile, segnando un cambio di passo dopo la privatizzazione del 1997 e i successivi anni di instabilità. L'operazione rappresenta un momento di svolta per l'azienda e per il sistema economico italiano.

La tassazione delle plusvalenze da Opas: il caso Tim-Poste secondo Centemero

Il deputato Giulio Centemero ha sollevato preoccupazioni riguardo all'extra tassazione applicata agli investitori che hanno aderito all'operazione di offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) di Poste su Tim. Attraverso il suo profilo Twitter, Centemero ha evidenziato come alcuni investitori stiano affrontando difficoltà finanziarie a causa della tassazione immediata su plusvalenze non ancora realizzate, derivanti dal concambio azionario. In particolare, il deputato sottolinea che il sistema attuale non tiene conto delle perdite pregresse, creando una disparità tra gli investitori e penalizzando coloro che hanno sostenuto la società attraverso l'operazione. Centemero invita il governo a intervenire per correggere questa situazione, affermando che il Fisco deve tassare le plusvalenze reali, non quelle virtuali.

Equita rivede la raccomandazione su Tim: da Buy a Hold dopo la chiusura dell'Opas

Gli analisti di Equita hanno modificato la propria raccomandazione su Tim, passando da Buy a Hold, a seguito della chiusura dell'operazione di offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) di Poste su Tim. In una nota riportata da Milano Finanza, a firma di Alberto Mapelli e Anna Messia, Equita evidenzia che il titolo Tim è stato supportato dal prezzo di acquisto stabilito da Poste durante l'operazione, ma che, ora che l'Opas è conclusa, il supporto viene meno. La banca d'affari sottolinea che il titolo potrebbe essere caratterizzato da una volatilità elevata nel breve periodo, legata alla conversione delle azioni e all'evoluzione del mercato dopo l'integrazione con Poste Italiane. Pur mantenendo una visione positiva sul lungo termine, Equita ritiene che nel breve siano già stati incorporati i benefici più immediati dell'operazione. Di conseguenza, la raccomandazione viene ridotta a Hold, con un target price rivisto a 7,20 euro, rispetto alla chiusura a 6,6 euro. Per quanto riguarda Poste Italiane, Equita mantiene la raccomandazione Buy, con un target price fissato a 31 euro, rispetto alla chiusura a 24,5 euro. Gli analisti vedono in Poste un potenziale di crescita più solido, anche considerando la distribuzione più omogenea delle attività del gruppo e il contributo positivo dell'integrazione con Tim.

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