In un’intervista pubblicata il 17 ottobre 2026 su corrierecomunicazioni.it, Antonio Pescapè, professore ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha evidenziato come la dipendenza tecnologica possa rappresentare una vulnerabilità strategica per la difesa e la sicurezza nazionale.

L’intervento si inserisce nel contesto delle recenti restrizioni imposte al sistema Starshield, l’infrastruttura satellitare militare controllata dagli Stati Uniti, utilizzata per le operazioni militari ucraine. Secondo quanto riportato da Reuters in un’inchiesta pubblicata il 15 ottobre, l’ordine di limitarne il funzionamento sarebbe giunto direttamente dalla Casa Bianca.

Le limitazioni hanno riguardato in particolare i terminali satellitari installati su piattaforme in movimento, il cui servizio è stato ripristinato soltanto entro una soglia di velocità di circa 160 chilometri orari, con conseguenze significative sulle operazioni militari ucraine.

Pescapè sottolinea come Starlink fosse diventato essenziale per l’Ucraina già nei primi giorni dell’invasione russa nel febbraio 2022, quando molte infrastrutture di comunicazione erano state compromesse. L’episodio, spiega, mette in evidenza la necessità di una vera sovranità digitale, in cui l’Europa e l’Italia possano disporre di infrastrutture tecnologiche autonome e sicure.

Secondo il docente, occorre investire in modo deciso in ricerca, sviluppo e produzione, riducendo dipendenze critiche e sostenendo progetti come IRIS² e GOVSATCOM. L’obiettivo è rafforzare l’industria e la resilienza, rendendo il sistema Europa più capace di affrontare crisi future senza dover dipendere da attori esterni.

Infine, Pescapè evidenzia come le modifiche alle condizioni operative di un servizio digitale possano avere impatti significativi, senza la necessità di attacchi diretti a infrastrutture fisiche, confermando il valore strategico della sovranità digitale in un contesto geopolitico sempre più complesso.

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